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SAN GIOVANNI ALLA FRATTA
E BRANDANO "IL PAZZO DI CRISTO"

S.GIOVANNI Alla cappella di S. Giovanni alla Fratta è legato un curioso episodio che accadde nella prima metà del '500 e che, malgrado il tempo passato, se ne conserva ancora memoria.
Il fatto è legato a Bartolomeo Garosi detto "Brandano" e noto come "il Pazzo di Cristo", una sorta di santone che andava predicando la fede tra Siena e Roma ed a cui venivano attribuite profezie di vario genere, che puntualmente si verificavano.
La profezia che ci interessa è narrata in un libro anonimo: "Vita di Bartolomeo Garosi detto comunemente Brandano, contenente la sua nascita azioni profezie e morte, cavata da un Autore de' suoi tempi", stampato a Siena nel 1801.
«[Brandano] giunse verso la Fratta, e trovò il Signor Emilo Pannilini molto suo amico, e gli disse: Emilio datemi uno scudo ed egli rispose, che cosa vuoi tu fare di uno scudo; e detto Signore dette ordine al suo Servitore, che desse uno scudo a Brandano: e la mattina veniente Brandano fece fare un chiodo, e lo portò a casa del suddetto Signor Emilio, e gli disse: tenete Sig. Emilio conficcate la ruota della vostra fortuna, dicendogli che la casa Pannilini doveva cascare a basso, ma che poi sarebbe risalita, e poi si mise a predicare nel medesimo luogo, e disse: o Fratta, o Fratta quando questa Croce sarà coperta dalla terra, sarà finito il mondo da tanti guai, e con la sua Croce ne fece una nella pietra ed in fino al dì d'oggi si chiama la Croce di Brandano».

LAPIDE DI BRANDANOIl fatto ebbe un seguito che merita di essere ricordato. Notizie locali raccontano che erano passati circa 150 anni dalla profezia e la Croce di Brandano era ancora lì sul muro della chiesa (non si sa esattamente dove) a ricordare ai passanti il monito del "Pazzo di Cristo". Il nuovo proprietario della fattoria era Augusto Gori Pannilini che, a quanto si dice, non era tipo da dare ascolto a certe cose, oppure non ci credeva perché, come a volte si usa dire: non ci credo perché porta male. In ogni caso, non si sa quando, forse a causa di lavori presso la chiesa, o forse perché qualcuno aveva previsto un'alluvione (la chiesetta sorge in una piccola valle tra due torrenti dagli argini molto alti), sorsero delle perplessità in merito alla "sicurezza" della croce. Così, giusto per dare una mano alla provvidenza, il Signor Augusto la fece togliere dal luogo originale per murarla più in alto, ponendo a ricordo anche una lapide che riporta la profezia e l'anno dello spostamento: il 1699.
L'episodio è ricordato anche dallo storico senese Pecci (il quale conosceva il Pannilini) solo pochi decenni più tardi ed è quindi sicuramente vero, anche se un elemento non corrisponde. Infatti la lapide commemorativa messa da Augusto Gori Pannilini all'interno della chiesa, tra la porta e la finestra per darle miglior riparo, come ci racconta il Pecci, in effetti è all'esterno.
A questo punto come si fa a non farsi la domanda: si tratta di un errore del Pecci, oppure la croce è tornata fuori, dove era all'inizio, portandosi dietro anche la lapide messa dal Signor Emilio?

CHI ERA BRANDANO
Brandano, al secolo Bartolomeo Carosi, nacque nel 1483 a Petroio, un paese nel Comune di Trequanda a pochi chilometri da Sinalunga. Sembra che lo chiamassero Brandano fin da piccolo a motivo della forza che aveva nella braccia.
brandanoFiglio di contadini, lui stesso contadino, a poco meno di 30 anni, zappando la terra una scaglia di pietra lo rese cieco dall'occhio sinistro.
Poco tempo dopo, ascoltando la predica di padre serafino da Pistoia, abbandona la via del vizio seguita fino a quel momento, si converte e diventa lui stesso "predicatore":
veste una tunica fino al ginocchio, porta un crocifisso con due Marie, una testa di morto sotto il braccio ed urla a tutti quelli che incontra: «il gastigo di Dio è vicino» ed ancora «fate del bene che la morte viene».
Portato da un prete esorcista gli disse: «esorcizzate voi medesimo io sono già stato esorcizzato da Nostro Signore»
Tanto per inquadrare il personaggio:
- A Roma riempì un sacco di ossa di morto entrò in San Pietro e ai cardinali dette un osso per uno dicendo: «ad ognuno tocca a rodere il suo»
- Papa Clemente medici lo fece incarcerare a più riprese, fu anche gettato nel Tevere legato dentro un sacco da alcuni soldati, ma il giorno seguente tornava ad urlare: «attenti la morte viene».
- Un corriere postale, che lo aveva visto a Roma poco prima di partire, lo rivide il giorno dopo a Siena:
«o l'hanno potato gli angeli o il diavolo»
- Giunse in un luogo e disse: «silenzio il palazzo casca...» e il palazzo cascò dopo pochi giorni
- A San Gusmè disse: «quante più vigne pianterai, più il vino caro beverai»
- A Santa Vittoria 20 persone che scavavano per trovare l'acqua gli chiesero quanto dovevano scavare «affondate bene perché fra poco l'averete tutte ad empire di ossa di morto»: alcuni giorni dopo avvenne proprio in quella zona una sanguinosa battaglia con alcune migliaia di morti
- A Roma un soldato gli divise la spalla con una sciabolata lui la raccolse ci mise della terra, la bagnò con un po' d'acqua e se la riattaccò...
ecc.
Morì nel 1551 a 68 anni. La salma fu esposta nella chiesa di S. Martino a Siena...
- venne un contadino al quale Brandano aveva promesso di parlare di un certo affare. Si lamentava perché non aveva mantenuto la parola così Brandano si girò dalla sua parte e gli parlò nell'orecchio per tre quarti d'ora poi tornò ad essere morto...
La chiesa, che avrebbe dovuto subire un restauro, crollo in parte ed il corpo di Brandano non fu più trovato. Con ciò si avverava la sua ultima profezia «il mio corpo non sarà trovato fino alla fine del mondo».


Ariano Guastaldi, La Fratta - notizie storiche,
in 'Quaderni Sinalunghesi' Anno VII nº 1 - settembre 1996.